Tag e categorie WordPress: come usarle al meglio nel tuo blog

Tag WordPress vs Categorie: quando e come dovresti usarle nel tuo blog e qual è esattamente la differenza tra di loro?

Se stai leggendo questo post, probabilmente hai già qualche sistema di organizzazione dei tuoi contenuti.

Ma hai veramente capito come funzionano le categorie e tag? In che modo differisco le une dagli altri? E come dovresti usarli per ottenere il massimo beneficio SEO e rendere il tuo sito web funzionale e facile da navigare?

In questo post scoprirai tutto ciò che volevi sapere (e anche un po’ di più) su categorie e tag in WordPress.

Come funzionano Tag e Categorie su WordPress?

Prima domanda: cosa fanno esattamente le categorie e i tag? Entrambi possono essere applicati ai post del blog, ma non alle pagine di WordPress. Ed entrambi creano pagine di archivio. Cioè: pagine in cui sono elencati tutti i post con una determinata categoria o tag.

Ecco un esempio di un archivio di categoria su questo sito Web.

Ed ecco un esempio di un archivio di tag.

Ciò è utile per due motivi:

  1. Per i visitatori del sito web, raggruppa i contenuti correlati. È una funzione di agevolazione della navigazione.
  2. Per i tuoi contenuti, crea automaticamente pagine che collegano internamente post correlati. Questa è una funzione di ottimizzazione dei motori di ricerca.

Tag vs Categorie WordPress: in cosa differiscono tra di loro?

Dal punto di vista tecnico e funzionale, c’è solo una vera differenza tra categorie e tag: le categorie possono avere una struttura a livelli (con tutti i livelli di sottocategorie che vuoi) mentre i tag non possono.

Se si crea una categoria principale e delle sottocategorie, la categoria principale conterrà tutto il contenuto assegnato a se stessa e tutto il contenuto di tutte le sue sottocategorie.

Nella maggior parte dei temi WordPress, le categorie vengono visualizzate nel post e, di solito, i tag non vengono visualizzati, perché i tag non sono concepiti per la navigazione dell’utente.

Avventuriamoci nelle categorie di WordPress

Bene, ora che ne abbiamo spiegato le basi, diamo un’occhiata più da vicino a tutto ciò che devi sapere sulle categorie.

Quante ne dovresti avere?

Affinché le categorie siano utili per i tuoi visitatori e per la SEO, segui queste linee guida:

Come dovresti nominare le categorie?

Ti consiglio di usare un linguaggio chiaro orientato all’azione o ai benefici, per i nomi delle tue categorie. Il nome della categoria viene visualizzato come etichetta cliccabile sul tuo sito, quindi si applicano le regole di copywriting.

Ad esempio, anziché un nome di categoria generico come “Generazione di traffico”, scegli un nome come “Ottieni più traffico”.

Puoi anche usare i nomi delle tue categorie per aggiungere un po ‘di personalità e comunicare il tuo marchio. Ad esempio, pensa a come l’appeal di un sito web di fitness potrebbe cambiare in base ai nomi delle categorie:

Esempio A

Farsi i muscoli
Perdere peso
Suggerimenti per la dieta
Motivazione

Esempio B

Tutti i tipi di gainz
Ottieni un corpo scolpito
Meal Prep Tips
FORZA E AZIONE !!

Queste sono le stesse categorie in entrambi i casi. L’esempio A è generico e ampiamente accessibile (anche se non particolarmente attraente). I termini nell’esempio B avranno senso solo per le persone in un determinato segmento del mercato del fitness, ma risuoneranno molto più fortemente con loro.

Archivi di categoria WordPress e SEO

Se vuoi utilizzare nomi di categorie generici per scopi SEO, considera due fattori importanti:

Puoi assegnare alla tua categoria WordPress un titolo SEO / e una meta descrizione che contenga qualsiasi parola chiave che desideri scegliere come target. È buona norma scrivere i contenuti del tuo sito per gli umani e i tuoi meta-contenuti per i motori di ricerca.

Non potrai posizionarti facilmente con termini generici come “perdere peso”. Nomi di categoria immediati e orientati ai benefici del tuo pubblico sono migliori per il targeting SEO (es. “ottieni un corpo scolpito”).

Regole per l’applicazione delle categorie

Ecco le regole che seguo quando categorizzo i contenuti sui miei siti:

Come aggiungere categorie alla navigazione del tuo sito

Parte del lavoro delle categorie è rendere i tuoi contenuti più navigabili. Quindi, come dovresti procedere esattamente?

Innanzitutto, ecco cosa non dovresti fare: non aggiungere pagine di categoria in un menu a discesa nella navigazione principale. I menu a discesa non sono molto intuitivi e portano rapidamente ad una situazione disordinata in un menu di navigazione.

Se hai una barra laterale sul tuo blog, è un buon posto per aggiungere un elenco di categorie. Se hai un menu di navigazione secondario, a volte potrebbe essere un buon posto dove mostrare gli elenchi delle tue categorie.

Un altro modo in cui una buona categorizzazione può migliorare la navigazione sul tuo sito è attraverso widget di post correlati. Temi e plug-in che consentono di visualizzare post correlati nella parte inferiore degli articoli di solito scelgono tali post in base alle categorie.

Infine, tieni presente che puoi collegarti manualmente a una pagina di categoria.

Ad esempio, se menziono che su Imparaqui abbiamo molti tutorial per chi usa il tema Divi, potrei aggiungere un collegamento a questa pagina di categoria.

Se vuoi leggere di più su come impostare le categorie di WordPress dai un’occhiata a questo post.

Avventuriamoci nei tag di WordPress

Ora che abbiamo trattato le categorie, diamo un’occhiata più da vicino ai tag WordPress e come utilizzarli al meglio.

Non utilizzare i tag come elemento di navigazione

La mia prima regola per i tag è di non usarli per la navigazione del sito. Fino a poco tempo fa si trovavano spesso “nuvole di tag” nelle sidebar di siti e blog. Per fortuna ora sono passate di moda.

I tag WordPress non sono generalmente un buon modo per facilitare la navigazione. Di solito ce ne sono troppi e non è facile trovare la maniera di organizzare efficacemente una tonnellata di elementi senza alcuna gerarchia interna (ricorda: i tag non possono essere strutturati con relazioni padre / figlio come le categorie).

Su varie piattaforme social, i tag hanno un loro ruolo preciso, ma ti consiglio di usarli unicamente come strumento di organizzazione nel backend per il tuo sito web.

Tag WordPress per organizzazione interna

Se non per la navigazione, per cosa dovresti usare i tag? Ecco alcuni esempi:

Aggiungi i tag ToFu (inizio del funnel), MoFu (metà del funnel), BoFu (fine del funnel) ai tuoi contenuti, per indicare a quale segmento del tuo pubblico sono rivolti.

Crea, per esempio, un tag “no optin” da utilizzare per i post in cui non desideri attivare i soliti moduli di generazione di lead.

Aggiungi tag come “video” e “audio” per trovare rapidamente tutti i post che contengono un determinato tipo di media.

Aggiungi tag in base alla tua strategia di marketing dei contenuti. Ad esempio potresti avere tag “case study”, “story”, “news”, “tutorial” e “promozione” e utilizzarli per assicurarti di continuare a pubblicare questi tipi di contenuto con un certo rapporto tra loro.

Alcuni widget di post correlati possono anche prendere in considerazione i tag. In tal caso, puoi utilizzare i tag per ottimizzare i consigli sui post correlati.

A differenza delle categorie, puoi aggiungere tutti i tag che desideri a ciascun post. Tuttavia, la regola “no orphans” si applica anche ai tag: non serve avere 100 tag sul tuo sito quando 50 di essi contengono solo un post ciascuno.

Tag WordPress e SEO

Assicurati che le pagine dei tag non siano indicizzate. L’indicizzazione delle pagine dei tag crea una tonnellata di contenuti ridondanti sul tuo sito, che devono essere indicati come pagine di navigazione o secondarie degli URL canonici (per impostare gli URL canonici correttamente ti basta installare il plugin Yoast SEO e lasciare il suo settaggio di default). Probabilmente non c’è alcun impatto negativo (fintanto che gli URL canonici sono indicati correttamente), ma certamente non c’è alcun vantaggio dall’indicizzazione di tutte queste pagine tag.

Se vuoi saperne di più su come impostare i tag WordPress, consulta questo articolo.

Per bloccare l’indicizzazione delle pagine dei tag, ti basta usare il plugin Yoast SEO e seguire questa semplice guida.

Vuoi approfondire sull’argomento URL canonici? Ecco la guida per te.

Contenuto bonus

Ora che sai tutto quello che c’è da sapere su categorie e tag, lascia che ti mostri alcuni modi in cui puoi modificarli e riorganizzarli sul tuo sito, senza causare problemi.

Nel video qui sotto, vedrai come puoi eliminare le categorie senza perdere alcun contenuto, come unire le categorie, rinominare le categorie e spostare i contenuti da una categoria all’altra, il tutto senza causare problemi di navigazione, di SEO o del sito:

Plugin utilizzati:

Come userai i tag e le categorie di WordPress?

Ti è piaciuto l’articolo? Ti ha stimolato questo approfondimento? Intendi agire e apportare delle modifiche al tuo sito, in base a quanto hai appreso sui tag e le categorie di WordPress? Fammi sapere cosa pensi lasciando un commento qui sotto!

Articolo ispirato e tradotto a partire dal blog Thrive Themes: https://thrivethemes.com/categories-tags-masterclass/

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Pascal Claro
Esperto WordPress, YouTuber, Marketer, Cantautore, Poeta, Creativo. Ho fondato e gestisco la scuola online imparaqui.it dove puoi trovare numerosi corsi online per potenziare business, creatività e lifestyle. Ti consiglio di iscriverti alla newsletter di imparaqui per ricevere tutti gli aggiornamenti importanti!

3 commenti

  1. Ciao Pascal,
    sto seguendo il tuo corso DIVI e dove parli dei blog hai linkato questa pagina come approfondimento.
    Ti volevo far presente che ci sono dei link interrotti (404), esattamente qua:
    “Ecco un esempio di un archivio di categoria su questo sito Web.
    Ed ecco un esempio di un archivio di tag.”

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